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Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

Corde e scalatura

Le corde sono di fondamentale importanza per la qualità del suono e lo sviluppo del tocco, da esse parte la vibrazione del nostro suono, attraverso di esse avviene il contatto tra noi e lo strumento, tra la nostra mente/cuore e la musica.
Il materiale con cui sono costruite è naturalmente metallico, condizione indispensabile per interagire magneticamente con il pickup, comunemente si tratta di acciaio inossidabile e/o nichel. Sono costituite da un anima solida in acciaio, detta nucleo, attorno alla quale vengono avvolte spire di uno o più fili metallici di acciaio/nichel (possono essere anche cromate, dorate, rivestite in rame, nylon o altri in materiali sintetici di vari colori). Il nucleo può presentarsi anche in forma esagonale dando alla corda caratteristiche di maggiore resistenza nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

La prima caratteristica di cui tenere conto è la loro età: più sono vecchie più il suono risulterà povero di alte frequenze (gli armonici) e tenderà ad essere scuro (oltre a produrre qualche problema di accordatura e intonazione), al contrario le corde nuove brillano e cantano con chiarezza, queste caratteristiche risaltano in maniera particolare nelle tecniche dello slap e del tapping.
L’altra grande discriminante da considerare è la scelta tra le corde lisce (flatwound) o le corde ruvide (roundwound). A determinare la ruvidità o la liscezza è l’avvolgimento (wound) esterno delle corde. Una corda liscia (avvolgimento a sezione piatta) ha un suono morbido, di carattere jazzato, dove prevale la fondamentale ma si riduce il sustain, favorisce i glissati ed è comoda al tocco. La ruvida (avvolgimento a sezione tonda) ha invece delle caratteristiche di brillantezza, sustain e attacco deciso, più aggressivo per così dire, sicuramente è il tipo di corda più versatile, adatta anche per lo slap e il tapping. Non manca la possibilità di realizzare un compromesso tra le due tipologie attraverso le corde semiruvide/semilisce (halfwound o groundwound).

Un’altra caratteristica importante da valutare è il diametro (calibro) delle corde. Esso viene misurato in pollici (1” pollice = 2,54 cm), si va dalle mute cosiddette light, dal diametro più piccolo, più agili e controllabili al tocco, preferite dai virtuosi, fino alle mute heavy, per suoni più robusti.
Vediamo una tabella con le misure (in pollici e in millimetri) di diametro più comuni. I nomi che definiscono le mute sono indicativi così come le possibili combinazioni di misure.

Infine va considerata la scalatura, ovvero la lunghezza della corda vibrante a vuoto misurata dal capotasto alla selletta del ponte (detto anche diapason). La misura standard è quella stabilita dal grande Leo Fender nel lontano 1951: 34”/86,36 cm. Tale misura, la più comune, viene detta scala lunga (long scale). La scala corta (short scale), ideale per le mani piccole, misura, con leggere varianti, 30”/76,2 cm, famosi modelli con questa scalatura sono il mitico Höfner 500/1 violin bass di Paul McCartney (per la precisione 30,25”/76,84 cm), il Fender Mustang Bass, il bellissimo Gibson EB-3 suonato da Jack Bruce (30,5”/77,47). Tra i bassi economici ricordiamo il Greg Bennett Corsair. Non manca la scalatura media (medium scale) che ha una lunghezza di 32”/81,28 cm come il Kubicki Ex-Factor utilizzato da Stuart Hamm che con un meccanismo particolare, un morsetto, collegato con una levetta, permette di allungare la IV corda da 32” a 36” trasformando il MI a vuoto in RE basso (il sistema è detto drop D) e estendendo la tastiera di due tasti.

Abbiamo poi anche bassi con scalature più lunghe di 34”, ad esempio la Modulus produce molti modelli da 35”/88,9 cm, si trovano anche bassi da 36”/91,44 soprattutto nei casi di bassi a 5 o 6 corde per migliorare la qualità sonora del SI basso (ma anche il DO alto, pare, guadagna in pienezza), come il Fodera Anthony Jackson Presentation Contrabass Guitar o i lavori di Carl Thompson (38”), queste scalature vengono dette extra long scale e in generale sono adatte a soggetti che hanno mani di grandezza adeguata.

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