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Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

Tastiera

È la parte fondamentale e costitutiva del manico sulla quale si premono le corde con le dita per produrre i suoni alle varie altezze. Di solito si tratta di un’assicella di legno (ma possono essere utilizzati anche materiali sintetici, tipo resine fenoliche o fibra di carbonio) rettangolare di vario spessore, incollata sulla parte anteriore del manico, alla quale vengono applicati i tasti. I legni più usati sono il palissandro e l’ebano. La tastiera può anche far parte del manico stesso, ovvero presentarsi come un unico pezzo di legno, spesso in acero, al quale vengono direttamente applicati i tasti.

 

 

 

 

 

Esiste inoltre la tastiera fretless (senza tasti), che diventa in questo modo analoga alle tastiere degli strumenti ad arco quali il contrabbasso, il violoncello, la viola e il violino.

La tastiera può presentare un raggio di curvatura (radius) più o meno accentuato, la tastiera piatta facilita la regolazione di un’action bassa e il bending, mentre una tastiera più bombata agevola l’esecuzione degli accordi (non proprio un problema specifico del bassista). Il raggio viene misurato in pollici: più alto è il numero, più la tastiera è piatta e viceversa, le misure vanno generalmente da 7,25” (molto bombata tipo i vecchi Fender) a 20” e oltre (quasi piatta tipo i Warwick e bassi a 5 o 6 corde), in mezzo abbiamo, per fare qualche esempio, con 9,5” i modelli Fender attuali, con 11” lo StingRay della Music Man, con 12” i bassi della G&L.

 

 

 

 

 

 

Non mancano tastiere a raggio di curvatura variabile (compound radius), bombate all’inizio, all’altezza del capotasto, e più piatte man mano che si va verso il corpo dello strumento.

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