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Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

Basso Elettrico

È ovviamente l’elemento fondamentale, ne esistono infiniti modelli con tutte le varietà di prezzo.
Io comincerei con un normale 4 corde solid body, è possibile partire anche con un 5 corde ma, come primo approccio, per ragioni didattiche, di consequenzialità storica e di semplicità oggettiva, è preferibile prendere il via con il classico 4 corde.
Naturalmente iniziare con uno strumento affidabile e di qualità è, avendone la possibilità, sicuramente una buona idea. Un bel Fender Jazz o un Music Man o addirittura uno Smith, chi non avrebbe voluto iniziare con uno strumento del genere?
Solitamente però, per vari giustificati motivi, chi inizia e ha intenzione di mettersi alla prova con questa avventura non vuole giustamente spendere troppo, cerca dunque uno strumento decente che gli permetta di sperimentare la via del basso elettrico senza salassare il portafoglio. Esistono ormai, in una fascia di prezzo economica, strumenti ottimamente suonabili che possono essere presi in considerazione.
Nella mia esperienza, tra tutti i bassi entry level, due modelli in particolare mi hanno colpito per affidabilità, la possibilità di essere regolati al meglio (intonazione, action) e una generale buona sonorità: lo Yamaha RBX 170 (ancora meglio il più recente, ma più caro, TRBX 174) e il Greg Bennett Corsair, trovo poi il Greg Bennett particolarmente adatto per chi ha le mani piccole, essendo uno strumento a scalatura corta (30”) permette di lavorare in posizione più comodamente, senza cioè allargare eccessivamente le dita della mano.

Altre soluzioni, ma già in una fascia di prezzo più alta potrebbero essere l’Ibanez SR300 o i classici Fender economici della serie Squier.

Se siete decisi comunque a risparmiare, esiste naturalmente il mercato degli strumenti usati, dove potete trovare dei bassi di qualità superiore a prezzi inferiori. Se però, come si presume, siete dei principianti, dovete stare attenti a non incappare in fregature, la cosa migliore è rivolgersi a dei negozianti specializzati (quasi tutti trattano anche l’usato) e, possibilmente, fidati.
Controllate comunque che il manico non sia storto, l’usura dei tasti (o meglio delle barrette metalliche che formano i tasti), eventuali difetti della verniciatura o qualche incrinatura/fessura strana nel manico o nel corpo e il funzionamento dei magneti.
Qualunque sia la vostra scelta è preferibile che il basso vi piaccia anche esteticamente, che si accordi con la vostra personalità, provate a produrre qualche nota, toccatelo, saggiatene la tastiera, cercate di sentirvi comodi, valutatene il suono, il peso, il bilanciamento, lo spessore del manico. Se le corde sono troppo alte considerate che è possibile abbassarle regolando in maniera opportuna il truss rod e il ponte, chiedete consiglio a qualche bassista esperto, al vostro maestro, a un liutaio o al negoziante stesso.
È raccomandabile provare lo strumento sull’amplificatore che avete deciso di acquistare.
È importante non avere fretta, prendersi il proprio tempo.

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