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Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

Percepire il suono: l’orecchio

Le onde acustiche provocate dalle vibrazioni di un corpo elastico, ad una velocità che nell’aria è mediamente di circa 340 metri al secondo, raggiungono l’orecchio, organo con il quale decodifichiamo le informazioni trasmesse dalle vibrazioni, portando così nella nostra coscienza il senso e il significato del suono.
L’orecchio è un meraviglioso e complesso meccanismo che riceve le onde sonore e le trasforma in impulsi nervosi. Le vibrazioni raccolte dal padiglione auricolare passano attraverso il canale uditivo esterno raggiungendo il timpano, una membrana elastica che, proprio come la pelle di un tamburo, vibra colpita dalle onde esterne, trasmettendole a tre incredibili ossicini, i più piccoli del corpo umano. I primi due, il martello e l’incudine, formano una specie di bilanciere che, collegato con un particolare tipo di stantuffo, ovvero il terzo ossicino detto staffa, amplifica e propaga le vibrazioni nell’orecchio interno, in un apparato chiamato coclea.
L’orecchio interno è la zona più complessa e nascosta dell’organo uditivo, esso è costituito da canali a forma di conchiglia, la coclea appunto, pieni di un fluido che trasmette il segnale a delle particolari terminazioni nervose, le cellule ciliate. Queste cellule producono dei neurotrasmettitori destinati a comunicare al cervello l’informazione acustica.

 

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