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Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

Bassi firmati

Alcuni tra i bassisti più talentuosi hanno spesso cercato di modificare i loro strumenti per adattarli alle proprie esigenze, nella ricerca di uno stile e di un suono originale. Abbiamo già incontrato il Marcus Miller Signature, un aggiornamento del Fender Jazz, vediamo adesso i modelli firmati da altri grandi bassisti, cominciamo con Mark King, leader dei Level 42 e maestro della tecnica slap.
Il basso principale impiegato da Mark King nei primi dischi dei Level 42 fu questo Jaydee Supernatural Classic concepito da John Diggins, sotto la chiara influenza dell’Alembic, nel 1978. In questo caso lo strumento diventò un modello Mark King dopo il successo ottenuto dal bassista nei primi anni ottanta.

Nel 2000 Rob Green e Mark King realizzano lo Status KingBass, un neck-through body (e bolt-on), headless, con il manico in grafite e tastiera in resina fenolica, famoso anche per i led luminosi opzionali.

Altro celebre bass hero, Billy Sheehan, salito alla fama per aver partecipato insieme a Steve Vai alla band della carriera solista dei cantante dei Van Halen, David Lee Roth e per il suo lavoro con i Mr. Big. Sheehan è un bassista apprezzato per il suo virtuosismo nel tapping, nel pizzicato e per un approccio rock-chitarristico allo strumento.
Ispirato da Tim Bogert (Vanilla Fudge) e Paul Samwell-Smith (Yardbirds), Billy modificò il suo precision del ‘69, detto The Wife, montando un manico telecaster, sostituendo il pickup della fender con un DiMarzio e aggiungendo vicino al manico un pickup humbucker preso dal Gibson EB0. Non sapendo come collegare i due pickup in un unico output jack aggiunse un’altra uscita! Non contento scavò i tasti più alti per favorire i bending tipici del suo stile. Fu la Yamaha, con il modello Attitude, ad accogliere e realizzare commercialmente le idee del bassista.

Stuart Hamm è un noto versatile virtuoso in ambito hard rock/metal/fusion, dopo aver lungamente usato il Kubicki Ex Factor, intorno ai primi anni novanta crea insieme alla Fender uno strumento chiamato The Urge, in cui combina le caratteristiche moderne del Factor con la classicità dei modelli Fender. 24 tasti, una complessa elettronica attiva che pilota ben 3 pickup (due J e un P), l’Urge di Stu Hamm era stato concepito originariamente come uno scala corta a 32“, è stato poi commercializzato con la scala lunga a 34” sotto il nome di The Urge II.

Il bassista e cantante dei Rush Geddy Lee firma questo Fender Jazz, prodotto anche made in Japan dai costi contenuti, una replica esatta di un modello del 1972, con un manico stretto molto apprezzato e l’aggiunta di un moderno ponte Badass.

Tra i talenti esplosi tra i Novanta e il primo decennio del nuovo millennio, possiamo annoverare Victor Wooten, virtuoso delle tecniche percussive sul basso e alfiere del double thumbing, noto per la sua militanza nel gruppo country-fusion dei Béla Fleck and the Flecktones e la collaborazione con Miller e Clarke.
Fodera ha costruito per lui uno strumento basato a livello grafico sul simbolo cinese del tao, lo Yin Yang nella versione Standard a 4 e 5, Series II e in quella Deluxe.

Nathan East, famoso turnista americano (che ha suonato, tra gli altri, per Eric Clapton, Elton John, Michael Jackson, Whitney Houston, Quincy Jones, Al Jarreau, Phil Collins, etc.), dà il suo nome a questo 5 corde della Yamaha (dopo averne pubblicizzato il BB 5000) un neck-through con humbucker attivi e un ponte in cui ogni corda è alloggiata in modo indipendente.

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