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Didattica del basso elettrico a cura del M° Gaetano Ferrara

Rickenbacker 4001 (1961)

Una volta esaurito il doveroso omaggio alla produzione di Leo Fender, colui che più di ogni altro ha contribuito allo sviluppo del nostro strumento (ricordiamoci come negli anni sessanta l’espressione ‘Fender Bass’ fosse sinonimo di basso elettrico), è bene dare un’occhiata ai modelli delle altre case produttrici.

Dopo i bassi della Fender, il Rickenbacker 4001 (preceduto dall’arcaico 4000 del 1957, il primo neck-through body se non consideriamo l’Audiovox 736 di Paul Tutmarc) è uno degli strumenti entrati più profondamente nell’immaginario bassistico, sia per la profonda bellezza del suo design, creato dal liutaio tedesco Roger Rossmeisl, che per il suono morbido e definito allo stesso tempo. Caratterizzato dal manico neck-through body e dal celebre magnete a ferro di cavallo, è stato portato alla ribalta da Paul McCartney (nella versione 4001S senza il binding e con i segnatasti circolari, esportata in Europa dal 1964), che con questo basso ha segnato il sound di Sgt Peppers (album feticcio degli anni sessanta). A introdurlo nel progressive e a perpetuarne la popolarità negli anni settanta, con sonorità spesso distorte, fu invece Chris Squire, il bassista degli Yes e Geddy Lee dei Rush. Da non dimenticare anche il buon uso, sempre distorto, che ne fece il compianto Lemmy dei Motörhead.

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